La percentuale di battito cardiaco é il riferimento, non i BPM

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Evito di andare troppo sul tecnico usando il VO2 MAX (la capacità di sfruttare l'ossigeno) perché ai nostri fini in questo contesto cambia poco e riguarderebbe solo i più esperti, o chi ha a disposizione risorse di un certo livello.

Limitiamoci alla percentuale cardiaca. Se non avete un cardiofrequenzimetro (e ce ne sono tanti che non lo usano) è ora di acquistarlo. Non parlo per i professionisti, ovviamente!

Ottenere risultati da questo tipo di attività senza un minimo di monitoraggio è impensabile.

Anche il cardiofrequenzimetro va utilizzato correttamente (soprattutto per chi corre e fa maratona). Mi permetto di fare una precisazione. Il battito cardiaco espresso in BPM, per esempio 170 o 190 battiti al minuto, non ha nessuna valenza significativa. Non usate questo riferimento per confrontarvi con altri atleti o sportivi perché, a seconda dell'età, potreste create un rischio per voi stessi. Quello che dovete seguire è la percentuale del battito cardiaco, che è calcolata sui vostri parametri, come l'età e la struttura fisica. Il cardiofrequenzimetro deve consentire l'impostazione di questi parametri. Un atleta di 20 anni ha la soglia in BPM molto più alta di uno di 40, perciò esprimere lo sforzo che si deve fare con i battiti cardiaci al minuto non ha senso, va fatto con la percentuale, tipo 75% 90%, che il cardiofrequenzimetro calcola in automatico.