Colesterolo HDL LDL

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Colesterolo Molecola

Bibliografia:

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COLESTEROLO, HDL, LDL E TRIGLICERIDI

come tenere sotto controllo il colesterolo

Quello che ancora si sente dire sul colesterolo è forse una delle storie più distorte sulla salute. Le ultime ricerche in merito dimostrano ampiamente che seguendo diete povere di carboidrati raffinati e ricche di grassi poliinsaturi, con il giusto eqilibrio proteico, si riducono drasticamente il colesterolo e i trigliceridi, al contrario delle diete prive di grassi e ricche di carboidrati con cui non solo si aumentano i livelli di colesterolo nel sangue, ma si arriva addirittura alla prescrizione di farmaci.

"Abbassa il colesterolo !!! ... Colesterolo: nemico numero 1 !!!"

Attualmente le varie organizzazioni sanitarie lanciano continuamente l’allarme di mantenere basso il livello di colesterolo. E non parliamo di come ci marciano le aziende farmaceutiche con la pubblicità in TV. Ma cosa si vuole ottenere esattamente con questi proclami, risolvere il problema o aumentare esclusivamente le vendite di medicinali?

La nostra ricerca

Quello che vi proponiamo di seguito è una ricerca chiarificatrice sull’argomento durata due mesi, tratta da pubblicazioni autorevoli e recenti, sopra elencate per tutte le verifiche.

Condividete

Quante persone conoscete che hanno problemi con il colesterolo? Condividete sul vostro diario di Fb G+ t ecc... Stampate questa pagina e dite ai vostri amici di leggerla, gli farete un enorme favore. Specialmente a quelli che fumano.

IL COLESTEROLO

Il colesterolo è una molecola rigida con molte importanti funzioni. Serve tra l’altro a conferire rigidità alle membrane cellulari di tutto il regno animale. Le membrane sono costituite da un doppio strato di molecole chiamate “fosfolipidi”, cioè grassi (insolubili) legati ad un gruppo fosforico (solubile), che si dispongono a palizzata per formare la membrana. Questo doppio strato è estremamente fluido, ed il colesterolo serve a conferire rigidità e a permettere la formazione di strutture più resistenti. Senza colesterolo non esisteremmo. Il corpo non potrebbe, per esempio, replicare le cellule perché non avrebbe la sostanza base. Senza abbastanza colesterolo il nostro organismo non potrebbe rimpiazzare le cellule morte della pelle, non sarebbe in grado di rinnovare i tessuti, le unghie, i capelli, non sarebbe in grado di riparare i muscoli e non potrebbe rinnovare l’intera superficie intestinale ogni 4 giorni, per esempio.

Il Colesterolo presente nel sangue è prodotto per l’80% dal fegato, mentre il restante 20% lo si ricava dagli alimenti. Il Colesterolo (che non è un grasso ma un alcole, come la cera) non è solubile, ed ha quindi bisogno di speciali proteine che consentano di trasportarlo nel torrente ematico e “consegnarlo” ai tessuti che ne hanno bisogno. Queste proteine “da transito” si chiamano HDL, LDL, IDL, VLDL ed insieme al Colesterolo trasportano anche i Trigliceridi (i grassi che dovrebbero servire per l’energia).

HDL (high-density-lipoprotein) lipoproteine ad alta densità.
LDL (low-density-lipoprotein) lipoproteine a bassa densità.
IDL (intermediate-density-lipoprotein) lipoproteine a densità intermedia.
VLDL (very-low-density-lipoprotein) lipoproteine a bassisima densità.

Colesterolo buono e cattivo

Perché si parla di “colesterolo LDL cattivo” e “colesterolo HDL buono”? LDL e HDL in realtà sono le proteine di trasporto cui è legato il colesterolo. Vediamo insieme la loro funzione.

Il ruolo delle HDL e delle LDL
I trigliceridi e il colesterolo (rispettivamente, il carburante e la struttura) viaggiano insieme. Il viaggio parte dal fegato sulle VLDL. Mano a mano che le VLDL scaricano trigliceridi si alleggeriscono e diventano IDL. Successivamente le IDL, finito di scaricare trigliceridi alle varie cellule incaricate di immagazzinarli o di utilizzarli per produrre energia si trasformano in LDL ed iniziano a consegnare il colesterolo. Le HDL invece si occupano di ripulire i vasi dal colesterolo in eccesso e lo riportano al fegato per essere riciclato o per eliminarlo attraverso la bile. Le HDL sono a loro volta suddivise in 5 sotto classi, il cui ruolo esatto non è ancora chiaro, quello che si sa con certezza è che le HDL2 e le 3 assumono un ruolo importante e che la loro produzione è rispettivamente stimolata dall’esercizio e dal vino rosso.
 

Colesterolo

Problemi e stile di vita

La qualità e l’equilibrio tra HDL e LDL dipendono sicuramente dallo stile di vita. In relazione a questi termini vediamo dove iniziano i problemi e perché.

Abbiamo visto che le LDL trasportano il colesterolo e lo consegnano. Ma, durante il tragitto, i radicali liberi, oppure la troppo alta concentrazione di zuccheri nel sangue, può alterarle, il "colesterolo" diventa appiccicoso, viene scaricato e aderisce sulle pareti delle vene e delle arterie, provocando placche ed arteriosclerosi. Se le placche si accumulano fino a ostruire il flusso del sangue al cuore si rischia l’infarto, mentre se l’occlusione riguarda il flusso al cervello si arriva all’ictus.

Quindi, mentre le HDL sono considerate “buone” perché portano via il colesterolo, rimuovendo anche parte delle placche dalle arterie, le LDL per il ruolo che esercitano si sono conquistate una bruttissima reputazione diventando quelle “cattive”, portando pessima fama anche al colesterolo.

Il Colesterolo e il rischio cardiovascolare

Di seguito spieghiamo perché guardare al livello totale di colesterolo non è corretto, e soprattutto perchè non dà una indicazione precisa sul livello di rischio cardiovascolare

Ci sono due classi di LDL, cioè particelle piccole e dense o particelle più leggere ed espanse. Le LDL espanse sono molto più resistenti ai radicali liberi (da alcuni recenti studi sembra che abbiano addirittura un’azione antiossidante) e sono considerate benefiche. Sono le LDL piccole e dense il vero potenziale problema perché si inseriscono più facilmente nell’endotelio (il rivestimento dei vasi sanguigni) formando le placche aterosclerotiche, e vengono facilmente ossidate dai radicali liberi o “caramelizzate” dagli zuccheri.

Un’alta presenza di trigliceridi è correlata alla produzione di un maggior numero di LDL piccole e dense, quelle legate più specificamente ad un aumento del rischio cardiovascolare.

Utilizzare semplicemente il valore del colesterolo totale come parametro di rischio è quantomeno semplicistico. Infatti è possibile avere valori di colesterolo elevati, ma con una predominanza di particelle LDL espanse, ed essere dunque a basso rischio, o avere valori di colesterolo nella norma, ma con una predominanza di particelle LDL dense (situazione molto comune) ed essere quindi ad elevato rischio cardiovascolare. Le analisi del sangue non misurano direttamente le LDL, né la concentrazione di particelle dense (pericolose) rispetto a quelle espanse (“buone”).

La relazione tra HDL e Trigliceridi

Per stabilire il grado di rischio cardiovascolare è meglio prendere in esame il livello di trigliceridi e di HDL. C’è, infatti, una relazione molto significativa tra questi due parametri.

I trigliceridi sono i grassi che viaggiano all’interno del nostro corpo. Sono il carburante migliore e anche quello preferito dal nostro organismo che li utilizza per far funzionare muscoli e cuore. Quando si ingerisce una elevata quantità di carboidrati, il nostro corpo non riesce ad utilizzarli tutti insieme, si vede così costretto ad immagazzinarli. Gli zuccheri vengono quindi convertiti in grassi, trasportati sotto forma di trigliceridi ed immagazzinati nell’adipe, tra gli strati dei tessuti muscolari ed intorno e dentro agli organi. Se questa situazione è cronica, il valore dei trigliceridi nel sangue aumenta. In situazioni di insulino-resistenza le cose peggiorano ulteriormente. Cellulite, lo strato di grasso sull’addome e le maniglie dell’amore sono tutte una rappresentazione visiva di trigliceridi messi da parte e di insulina alta.

Il messaggio giusto sarebbe:

"Mangia meno pasta, pizza, pane e zuccheri che il colesterolo si aggiusta da solo..."

...ma evidentemente ai colossi alimentari che sponsorizzano la ricerca medica e che forse ne hanno il monopolio, almeno così dicono, questo evidentemente non interessa. (opinione puramente personale ndr)

date un occhio qui, è un documentario che nessuna industria farmaceutica vorrebbe farvi vedere.

Meno zuccheri = meno LDL dense

Quando teniamo costanti e giusti i livelli di zucchero nel sangue, evitando gli amidi e i carboidrati ad alto indice glicemico, si riducono anche i trigliceridi e di conseguenza si riducono anche le LDL ad alta densità (che sono il vero rischio).

Se l’alimentazione è bilanciata, tutto va a meraviglia e il flusso di trigliceridi derivati dal cibo e da quelli estratti dalle riserve di grasso è pari a quello bruciato nei mitocondri. In questo caso le LDL presenti nel sangue sono generalmente basse.

Ecco cosa succede con troppi carboidrati

Quando invece l’alimentazione è ricca di carboidrati (ad esempio quando mangiate un piatto di pasta col formaggio o una pizza), l’insulina viene stimolata in maniera eccessiva, il che comporta l’immagazzinamento degli zuccheri in eccesso sotto forma di adipe, l’aumento di trigliceridi e di LDL ad alta densità.

Più Insulina = Più Colesterolo

L’insulina influenza i livelli di lipidi ematici (la quantità di trigliceridi nel sangue) anche in maniera diretta: alti livelli di insulina (indotti dai troppi carboidrati sfavorevoli) aumentano la produzione dell’enzima HMG-CoA riduttasi, uno degli enzimi deputati alla produzione di colesterolo nel fegato.

Giusto per essere chiari, un pasto con più di 45 grammi di pasta o tre fette di pane, è una dieta High-Carb ad alto indice glicemico, e non si riesce proprio a capire (se non per il fatto di non essere aggiornati su degli aspetti fondamentali) come alcuni medici o dietologi da TV possano ancora consigliare o prescrivere diete di questo tipo per risolvere colesterolo alto, o per contrastare il diabete. É una farsa.

Le analisi del sangue.

Colesterolo: 140-240 (accettabile) 160-220 (sicuro)

Trigliceridi: max 100
HDL: minimo 40 (uomo) minimo 50 (donna)

Il valore di LDL viene ricavato mediante una formula:

LDL = COLESTEROLO TOTALE – HDL – TRIGLICERIDI/5

Ricordate? Quando i trigliceridi sono alti, l’organismo generalmente produce più LDL dense e piccole, mentre quando i valori di trigliceridi sono bassi vengono prodotte le LDL espanse, quelle meno problematiche.

Il fattore rischio

Per capire i reali fattori fattori di rischio, e concludere i discorsi fatti prima, si devono quindi valutare i Trigliceridi e le HDL. Se il rapporto TRIGLICERIDI / HDL è superiore a 5 allora c’è una forte probabilità di rischio cardiovascolare. Un rapporto ottimale è tra 1 e 2.

Seguendo le indicazioni alimentari proposte di seguito si può portare il valore TRIGLICERIDI/HDL molto al di sotto di 5, generalmente anche sotto al 2.

NOTA: Naturalmente, se i parametri del colesterolo totale sono troppo alti rispetto ai valori accettabili ( 350 invece di 260/280 per esempio) il rischio rimane elevato, e per valutarlo in ambito complessivo c'è un sito molto utile (IL Progetto Cuore http://www.cuore.iss.it/ ) ma in ogni caso riferitevi sempre al vostro medico curante, o ad un nutrizionista fidato, il fai da te in queste situazioni è totalmente sconsigliato.

INDICAZIONI ALIMENTARI DA SEGUIRE PER RIDURRE IL COLESTEROLO

La scelta migliore è di seguire un programma alimentare come la zona o la dieta paleolitica che tengono sotto controllo il livello di insulina, oppure un mix delle due la Paleozona. La dieta paleolitica differisce dalla zona per il fatto che elimina amidi, grani, legumi, latticini e carni non magre in modo decisamente meno indulgente della zona per ridurre al minimo gli antinutrienti.

Per incrementare i livelli di HDL si devono assumere grassi di buona qualità, come gli omega-3 del pesce ed evitare i grassi che contengono gli omega-6, EVITARE ad esempio le carni grasse tipo il maiale. Un moderato esercizio aumenta la produzione di HDL di classe 2. Bere un po’ di vino rosso durante i pasti, mezzo calice, aiuta a produrre più HDL di classe 3.

Per non danneggiare le LDL si deve tenere costante il livello di glucidi nel sangue e seguire un’alimentazione ricca di antiossidanti mangiando frutta e verdura (cruda) ad ogni pasto e di integrare quindi l’eventuali carenze di vitamina E, vitamina C, coenzima Q10, omega-3, in modo naturale.

Intergatori si no quali

Per chi sa perfettamente di non mangiare frutta e verdura cruda ad ogni pasto, incluso la colazione, consigliamo di integrare vitamine, enzimi, antiossidanti e minerali con degli estratti di frutta naturali, e non con i multivitaminici sintetici che si trovano sui banchi del supermercato o in farmacia. Evitate i prodotti pubblicizzati in TV, è solo business mascherato. Su questo sito avete delle indicazioni in tal senso, sia per gli omega-3, sia per le vitamine e gli antiossidanti naturali. Noi vi consigliamo quelli di massima qualità ma esistono sul mercato molte alternative con le stesse caratteristiche di base.

Omega 3

Capsule frutta verdura, ricche di antiossidanti e vitamine naturali.

Guida rapida alla dieta zona
Per capire meglio come funziona un programma tipo la Dieta in Zona e cosa evitare o cosa prediligere leggete queste pagine:
http://www.massamagra.com/dieta-zona-guida-rapida.htm

Tipi di alimenti
http://www.massamagra.com/fonti-di-proteine.htm (Fonti di Proteine)
http://www.massamagra.com/fonti-di-carboidrati.htm (Fonti di carboidrati)
http://www.massamagra.com/fonti-di-grassi.htm (Fonti di grassi)

Indice glicemico principali alimenti (fattore di velocità con cui fanno aumentare l'insulina)
http://www.massamagra.com/indice-glicemico.htm

Altri fattori di rischio correlati al sistema cardiovascolare:

Il colesterolo ed il fumo

Se si hanno seri problemi con il colesterolo si deve smettere di fumare immediatamente, perché il fumo aumenta in modo esponenziale la produzione di radicali liberi che danneggiano le LDL. Inoltre il fumo aumenta notevolmente i livelli di fibrinogeno. Più fibrinogeno c’è nel sangue più alto è il rischio di formazione di grumi e ostruzioni, quindi di infarti o collassi.

LpA - lipoproteina A

Questa liporoteina ha una forte relazione con la formazione di grumi nel sangue. Chi ha parenti che hanno subito infarti o questo tipo di problemi anche prematuramente, dovrebbe fare degli esami per stabilire se produce troppe lipoproteine A.

Omocisteina

Questo aminoacido non è in relazione al colesterolo, ma alti livelli ematici di omocisteina determinano un danno alle cellule delle vene creando una predisposizione all’arteriosclerosi. Acido folico, vitamina B6 e B12 riportano l’omocisteina nei giusti valori. Seguendo la zona a base di frutta e verdura cruda si risolve il problema, oppure si possono integrare le vitamine.

Il colesterolo troppo basso

Ok per le statistiche sul colesterolo alto, ma anche se quello basso gode di minor popolarità perché più raro, i rischi sono anche peggiori. Infatti, essere al di sotto di 140 mg/dl espone le persone a rischi diversi da quelli cardiovascolari e che non sono necessariamente legati a queste patologie nel senso stretto del termine, ma che sono riconducibili al cancro, al suicidio e all’omicidio. Quando il livello di colesterolo è basso a causa di una dieta Low-Fat a ridotto contenuto di grassi essenziali, o da somministrazione di droga, le statistiche indicano questo tipo di relazione alla mortalità.

Le medicine per ridurre il Colesterolo alto

A chi non riesce a disciplinare la propria dieta e persiste in uno stato di malnutrizione tale da risultare a rischio con il Colesterolo, viene prescritto un medicinale a base di statine: atrovastatine, fluvastatine, lovastatine, paravastatine e simvastatine. Se è vero che queste sostanze inibiscono la produzione dell’enzima reduttase HMG-CoA che regola la produzione di colesterolo nel fegato, è altrettanto vero che gli effetti collaterali sono molto peggio del lasciare il colesterolo alto. I rischi per chi prende le statine sono la compromissione del fegato, la rabdomilosi (distruzione muscolare) e il danneggiamento permanente delle reni. Ma l’effetto peggiore delle statine è che l’organismo viene privato del coenzima Q10 che è essenziale per il funzionamento del cuore. Il Q10 è un importante antiossidante, autoprodotto dall’organismo e regolato in parte dall’ HMG-CoA e il suo esaurimento mette a rischio ossidativo l’intero organismo. È importante che chi fa uso di queste sostanze per ridurre il colesterolo, o anche chi ha smesso di prenderle, faccia subito integrazione di CoQ10. Il coenzima Q10 è liposolubile, quindi, va preso durante un pasto che contenga anche grassi poliinsaturi come olio di oliva extravergine, mandorle. Prenderlo con acqua non sortisce nessun effetto e sarebbe meglio prenderlo in sinergia con tutti i complessi vitaminici.

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