La Zona alcalina: scopri come i nostri tessuti possono trasformarsi da acidi in alcalini

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dieta zona ph alcalino

Il Ph del sangue è 7,365 e non può variare. L’organismo fa di tutto per cedere la minima differenza di Ph ai tessuti. Se andiamo a caricare il flusso ematico di acidi questi vengono immediatamente trasferiti ai tessuti, stessa cosa per l’alcalinità.

Se gli acidi non sono eliminati, si accumulano nei tessui fino a superare la soglia di tolleranza. Quando questo accade si verifica un’anomalia, come ad esempio l’odore più forte della pelle o delle irritazioni persistenti. L’organismo, infatti, quando tutti gli altri organi non riescono più a smaltire l’eccesso di acidità, espelle le tossine - il veleno, attraverso la pelle.

Il nostro corpo è una macchina biologica e, proprio come la nostra auto, ha bisogno di combustibile, che produce prodotti di scarto (acidi); con la differenza che la nosta macchina biologica è accesa 24h su 24. Se l’accumulo di acidi diventa cronico, a seconda degli organi più saturati (polmoni, fegato, pancreas, intestino, cervello, prostata pelle - l’organo più grande) si sviluppano delle patologie. Il cancro è una di queste e, a differenza da quello che ci dicono in TV, ha origine da un’ acidosi sistematica e latente dei tessuti o acidosi tissutale sistematica e latente.

Se si utilizza energia per pensare, muoversi, respirare, far girare il sangue, si produce acidità che va smaltita, e quindi non possiamo permetterci di eccedere con alimenti acidi a tal punto da escludere le uniche fonti basiche dalla nostra dieta.

Quando fate un pasto acido che eccede la soglia (una pasta, una pizza, una fiorentina, cioè degli eccessi che saturano di glucidi o di acidi) nei successivi pasti cercate di includere sempre elementi basici. Fatelo per almeno 4 o più volte a seconda degli eccessi.

Date un attimo di tregua al vostro corpo. Es. Per singolo pasto il limite di pasta a crudo è 35 - 45g a seconda della corporatura, la pasta ha una concentrazione di zuccheri elevatissima, mentre per le proteine il limite si aggira intorno ai 70 - 90g sempre a crudo.

90g di petto di pollo è vero che rappresentano una fonte acida, ma con un'insalata da 200g ,150g di spinaci e 150g di patate il pasto diventa totalmente basico, alcalinizzante e nutriente sotto tutti gli aspetti. Se sostituite gli ortaggi e la frutta con pane e pasta o altri derivati dai grani, allora il livello di acidità supera ogni buon senso.

Loren Cordain nella Paleolitica abbraccia completamente questa filosofia. Micheal Eades anche. E colui che ha preso ispirazione da questi pionieri, Barry Sears ideatore della Zona, dice che una delle regole è combinare sempre un alimento sfavorevole con uno favorevole e si riferisce a frutta e verdura, invitando a sostituire i carbo acidi con quelli basici. Le proteine, anche se magre, rimangono molto acide e vanno bilanciate proprio con alimenti basici. E con i giusti alimenti (spinaci, cime di rapa, bietina, bieta, cavolo verde e simili) è molto facile.

Robert O. Young è il precursore di questa formula. E non si tratta di una formula vegana (con tutto il rispetto per questa scelta) o estrema o da fanatici dell'alimentazione, ma di semplice buon senso.

Sono concetti evoluti ma che risalgono a 20 anni fa. Ora abbiamo letteratura e ricerche scientifiche, prove e controprove a supporto.

Considerazioni personali:

Vedo che molti si ostinano a replicare ricette classiche nelle quali la farina è alla base del pasto, cercando di trovare un equilibrio tra P e C. Ma, obiettivamente, non è quella la strada; ovvero, un eccesso di acido o di glucidi ogni tanto ci può stare, basta che non sia una presenza costante nei nostri pasti. Senza contare i danni che provoca il glutine anche a chi non è celiaco conclamato. Acido + antinutrienti + tossine non fanno altro che degenerare i tessuti e prima o poi quelli più deboli cedono. Viceversa, il problema non si pone. Anzi, il nostro corpo, che sa come autoripararsi rigenerando continuamente cellule e tessuti, si arrangia da solo, anche a 90 anni, se ha tutti gli strumenti che gli servono.

Tutti i testi autorevoli che trattano l'argomento continuano a sottolineare e rimarcare che in un ambiente fortemente acido, in un contesto di estrema degenerazione dei tessuti, le cellule cancerogene progrediscono, contagiando quelle vicine, mentre viceversa, in un ambiente basico, alcalino, regrediscono. Spesso fino a scomparire. Certo, ovvio, solo se la situazione non è degenerata oltre al punto di non ritorno, dove l'unica soluzione rimane il chirurgo o il coltello del nostro amico della foto.

Il mio suggerimento, per cambiare veramente, è: andiamo a cercare assieme le ricette che danno veramente un apporto di nutrienti e di elementi alcalini e che, allo stesso tempo, non carichino eccessivamente di glucidi il flusso ematico. Ce ne sono di buone e gustose a tal punto da farci dimenticare le vecchie abitudini e da soddisfare ampiamente la creatività culinaria di ogni bravo masterchef.

Bastano 3 giorni per ridurre i livelli di acidità e ricreare un ambiente alcalino, bastano 15 giorni per iniziare a vedere e sperimentarne gli effetti, basta un nanosecondo per decidere cosa fare.